40 anni di CADMI: l’evento in Sala Alessi
Eravamo davvero tante e tanti, giovedì 16 aprile nella splendida Sala Alessi, per il primo incontro dedicato ai nostri 40 anni. Istituzioni e aziende hanno raccontato la loro relazione con noi in un dialogo moderato da Roberta Giuili, giornalista di Sky TG24.
A introdurre il confronto è stata Elena Lattuada, delegata del Sindaco di Milano per le Pari Opportunità, che ha ricordato come CADMI abbia contribuito a portare il tema della violenza per la prima volta all’attenzione pubblica.
In apertura dell’evento, la nostra presidente Manuela Ulivi ha voluto sottolineare l’importanza della relazione tra donne come fondamento della nostra pratica e il filo che ci lega attraverso i decenni. Ha citato i nomi di tutte le fondatrici di CADMI: Tiziana Catalano, Maria Ausilia Pisoni, Agata Traina, Anna Paola Bocciarelli, Maria Silvia Mari, Anna Carla Cattafesta, Daniela Brusoni, Esterina Rosanna Sabatino, Ileana Bersellini, Patricia Cicogna, Valerie Beneteau, Pasqualina Antifora, Daniela Croce, Gaetana (Marisa) Guarneri, Graziella Mazzoli, Angela Daniela Pedercini, Milena Pini, Cristina Cattafesta, Teresita Cattivelli, Maria Pierina Pellegrino, Giulia Zambolo, Maria Rosa Lotti, Maria Maddalena Kamiklen.

Cristina Carelli, la nostra coordinatrice generale e dal 2025 anche presidente di D.i.Re – Donne in Rete contro la Violenza, ha evocato l’immagine di un albero dalle profonde radici per rappresentare la solidità del nostro approccio, ma anche la nostra flessibilità e capacità di adattamento. Cristina ha ricordato: “ho sempre avuto la certezza che ce l’avremmo fatta e che ce l’avremmo fatta in un modo eccellente, perché questo è un luogo di eccellenza”.
Dai loro interventi è emersa la genealogia dello sguardo differente che portiamo sulla violenza da 40 anni: “la rivoluzione femminista ha cambiato la faccia di questo Paese”, ha detto Manuela, e ha aggiunto: “giù le mani dalle femministe!”
La natura politica della nostra azione è stata più volte ribadita. CADMI non è un servizio e ogni nostra attività è politica: questo è per tutte e tutti molto chiaro.
Non a caso Donata Columbro, giornalista e autrice del libro Perché contare i femminicidi è un atto politico, ha definito la raccolta dei dati che portiamo avanti da tanti anni un “atto di contropotere”.
Manuela Ulivi lo ha confermato, raccontando (e mostrando un documento d’archivio del 1988) come CADMI raccogliesse informazioni sulle donne accolte fin dall’inizio delle sue attività. Anche questo ha contribuito a evidenziare la trasversalità della violenza e a sfatare il falso mito che “a certe donne non possa capitare”.
I dati sono stati al centro anche dell’intervento di Maria Caterina Cavallo, ricercatrice CERGAS SDA Bocconi, che ha condiviso alcune evidenze sull’impatto del nostro lavoro, in particolare al fianco delle donne nel progetto Work and Freedom dell’Area Lavoro di CADMI, sostenuto da Kering Foundation da febbraio 2022 a gennaio 2025. I risultati restituiscono un quadro complessivo di miglioramento nelle condizioni di vita delle donne partecipanti, sia quantitativamente, sia qualitativamente.
Una delle parole usate per noi che ben ci rappresenta è “effervescente”. L’ha scelta Fabio Roia, Presidente del Tribunale di Milano, sottolineando il valore di un confronto iniziato già negli anni ‘90, a partire da casi concreti di donne che si trovavano in situazioni di violenza. Quella con lui è una collaborazione che ha facilitato lo sviluppo di un nuovo approccio alla violenza anche nelle aule dei Tribunali, e che poi ha contagiato positivamente altri contesti, non solo a Milano. Anche in questo ambito, è emerso, il lavoro da fare resta ancora tanto.
Molta attenzione ha ricevuto anche il nostro lavoro di sensibilizzazione e formazione. Claudia Pecorella, docente di diritto penale all’Università di Milano – Bicocca, ha evidenziato il nostro contributo nel mondo accademico.
Un riscontro positivo è arrivato dai rappresentanti delle aziende che, ci hanno detto, ci scelgono come partner per la nostra autorevolezza e per la competenza che ci riconoscono, basata sul lavoro quotidiano al fianco delle donne.
Gianni Di Falco, Direttore delle risorse umane di Inditex Italia, ha ricostruito l’inizio della decennale collaborazione del gruppo con CADMI, basata su un’intuizione: “il dentro è come il fuori”, e quindi anche in azienda potevano esserci donne che vivevano situazioni di violenza. La volontà in questi casi è diventata quella di “dare a una collega la certezza di essere capita, non giudicata, in un luogo sicuro, e di essere supportata, anche economicamente”. Da allora, anche con questo supporto CADMI ha affiancato 35 donne che lavorano nelle aziende del gruppo.
Sempre sul fronte della sensibilizzazione, Elena Grossi, Marketing and Communication Director di Sanoma Italia, ha raccontato le importanti attività fatte insieme, tra cui un’indagine presso i docenti, e ha ribadito l’importanza di intervenire nelle scuole, così come facciamo da anni.
Genziana Ciulla, Associate Partner di Bain & Company, ha illustrato il percorso sviluppato insieme, nato da una formazione costruita su misura per le esigenze dell’azienda e poi cresciuta fino al progetto, oggi, del programma “Sempre libere”, l’iniziativa cross-aziendale per fare rete contro la violenza di genere che sta compiendo i suoi primi, importanti passi.
E poi si è parlato del rapporto di CADMI con le istituzioni, della sua capacità, per dirla con le parole di Miriam Pasqui, Direzione Welfare e Salute del Comune di Milano “di stare dentro la rete, quando ci trova valore, mantenendo sempre la propria identità, ma riconoscendo l’identità dell’altro”.
Una relazione non priva di momenti di conflitto, come ha sottolineato Lucia Annibali parlando di un’azione di pungolo di CADMI, e aggiungendo “le istituzioni dovrebbero accogliere in modo positivo e costruttivo questo tipo di stimolo continuo, perché è frutto di conoscenza”.
Il rigore di CADMI e della sua azione è anche ciò che Arianna Censi, assessora alla mobilità, riscontra da anni, in una “relazione politica con persone rigorose che hanno scelto una strada non sempre facile”.
Affidata a Manuela Ulivi e Lamberto Bertolè, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, che ha definito “patrimonio collettivo” il lavoro di CADMI, la chiusura dell’evento ha confermato l’impegno reciproco a un confronto strategico.
A rafforzare un lavoro sempre rigorosamente orientato, ha ripetuto Ulivi, al vantaggio delle donne, la cui fiducia non può mai essere tradita dalle istituzioni.