“Come donna non ho patria, la mia patria è il mondo intero”

“Come donna non ho patria, la mia patria è il mondo intero”

“Come donna non ho patria, la mia patria è il mondo intero” – Virginia Woolf – Le tre ghinee

In questo drammatico momento storico in cui i conflitti armati scoppiano e si moltiplicano nel mondo, vogliamo esprimere, come femministe e attiviste di un Centro Antiviolenza, la nostra posizione sulla politica e la gestione delle relazioni tra le persone, i popoli e i Paesi.
Contro la guerra.

Non dobbiamo rendere invisibili e indicibili le violenze, spesso sessuali, che le donne, tutte le donne, subiscono in conflitti che non hanno scelto.
Non è accettabile assistere al genocidio di un popolo che ha visto, in questi mesi di conflitto, morire migliaia di civili, per lo più donne e bambini.

I nemici delle donne sono il nazionalismo, la misoginia, ogni fondamentalismo, e ogni forma di odio e discriminazione. Riconosciamo nella guerra l’espressione massima e deleteria della violenza patriarcale contro cui ogni giorno lottiamo anche al Centro Antiviolenza: la volontà di dominio, la prevaricazione, l’oppressione, la negazione della parola, della visibilità e della libertà, la cancellazione di tutti i diritti.

Il nostro pensiero straziato va alle sorelle israeliane e a quelle palestinesi, alle sorelle ucraine e quelle russe, alle sorelle iraniane, pakistane, armene, afgane, siriane e yemenite, del Myanmar, etiopi, sudanesi e a tutte le donne che in ogni angolo del mondo vivono la negazione della loro libertà anche attraverso la violenza sui loro corpi. In tutti i conflitti lo stupro e la violenza sono usati come arma di offesa, il corpo delle donne violato e abusato diventa obiettivo preciso di una strategia di aggressione.

E’ a partire dall’esperienza delle donne che si possono trovare riflessioni e scenari diversi, in cui i progetti e le soluzioni ai conflitti seguono strade alternative che le donne tracciano da millenni per sottrarsi e opporsi alla violenza.

Solo la partecipazione delle donne in ogni ambito della società e in ogni fase della politica può esprimere la potenza della pace, e ha la speranza di trovarla.

La relazione tra le donne e i loro desideri, gridati in tutte le piazze del mondo, promuovono una politica di riconoscimento dell’umanità, il superamento delle disuguaglianze, il diritto alla sicurezza e alla dignità di ogni essere umano.